| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Un booklet poggiato sulla scrivania. Il cronista, di fretta, lo ha dimenticato aperto. Sta con l’estremista edile dell’1.9.9.6, insieme posano l’orecchio sul bicchiere progettando l’educazione all’inverso di una creatura che appartenga loro. Che sia un figlio, una casa, un web log, un airbag che sopravvive ai satelliti. O solo un grande sasso. |
il blog di Matteo e Dario
Personaggi e interpreti
Credits
.....
jeffbuck in del vinile de Le Cit...
utente anonimo in del vinile de Le Cit...
padda in chiedi chi è Ryan O...
padda in chiedi chi è Ryan O...
matteoEdario in hai detto kono pizza...
matteoEdario in del vinile de Le Cit...
utente anonimo in del vinile de Le Cit...
jeffbuck in del vinile de Le Cit...
utente anonimo in hai detto kono pizza...
morgania in del vinile de Le Cit...
album dei ricordi
burning down the house
calciatori & pupilli
canzoni dell appartamento
cartoline x chi ho lasciato solo
chissenefrega
ci hanno preso tutto
ci vuole una classifica
cose di casa
dialoghi
esercizi di stile
facili entusiasmi
fatti nostri prego
forse non tutti sanno che
froscerie
il confessionale
incipit
intercettazioni
lasciami leccare l adrenalina
lato a
lato b
lost in translation
meriggi insieme
nuoveossessioni
piccole iene
piccolo cinema onirico
riceviamo volentieri pubblichiam
samuelsubsonicismi
san-to-su-bi-to
sei gradi di separazione
sopra la tele
tornando a casa
tristezze artiche
vai per mostre e cittÃ
verissimissimo
vespri insieme
video
oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
Animal house
Animasalva
Anyway the wind blows...
Architetti Senza Tetto
Bluebee®
Buone Frequenze
Chambre 332
Come Quando
Cumpy
danco
Discanto
Dj Dona
Esercitazioni di una principiante
Felson
fiolau
G.i.(Ã )
Ho Dormito Nel Tuo Letto
How to disappear completely
Il Mondo Di Izumi
indiessolvenza
IndifferenceLump
Inkiostro
Italian Psycho
legger(a)mente
Lettere Da Sopra Il Replay
Lo sguardo al cielo
Lo Straniero Senza Nome
Logan Time
Matteo B Bianchi
MattiaPascal
MoroConOcchiali
New Day Rising
One Minute Later
Pagine futili
Pensieri, opere, omissioni
RedGlow
Sound Of Music
Sprazzi Di Luce
Steppo Enrico
Subliminal Pop Concept
The Round Mount
Timpa
Tnelloinbologna
Tutto Fa Media
Un blog di provincia
Vica
Microclima
Perturbazione
Psychovox
RadioCrack
Teatro leggero
bergamo live
dISPENSER
kronic
La Casa 139
Live club
loser
Mescalina
Motion
ondarock
polaroid
radio popolare
Rainbow Club
rockit
rockol
rockon
SentireAscoltare
sodapop
zero music club
visitato *loading* volte

mi ero già scordato di tutto questo, non fosse altro che, leggendo -su segnalazione e invito di chiunque (blog, blogger, riviste, televisioni)- il mio primo libro di Murakami Haruki mi sono imbattuto in ciò che vado a trascrivere.
estratto da After Dark di Murakami Haruki [ Einaudi, duemila&otto ]
Mari sembra riflettere su qualcosa.
- Hai visto Love Story ? Un vecchio film, - le chiede Takahashi.
- Lo davano l'altra sera alla televisione. Un bel film, interessante. Ryan O' Neal è l'unico figlio di un'importante famiglia ricca sfondata; quando è ancora studente sposa una ragazza povera d'origine italiana e viene diseredato in tronco. Non gli pagano più nemmeno le spese scolastiche. Ma i due tirano avanti con quel poco che hanno e intanto lui riesce a studiare, si laurea alla facoltà di Legge di Harvard col massimo dei voti, e diventa avvocato.
- Be', la povertà, - riprende, - quando è Ryan O' Neal a viverla, non sembra questa gran disgrazia. Indossa spesso pullover bianchi fatti a maglia, gioca a palla di neve con Ali MacGraw, in sottofondo c'è una musica melensa di François Lai... Ho l'impressione che se fossi io, a fare tutte queste cose, l'effetto sarebbe completamente diverso. Nel mio caso la povertà sarebbe soltanto povertà. Non credo che verrebbe giù una bella nevicata per me.
Mari di nuovo sembra riflettere.
- Poi quando Ryan O' Neal, come ricompensa per il mazzo che si è fatto, riesce a diventare avvocato... be', sul genere di lavoro che svolge, noi spettatori veniamo lasciati praticamente all'oscuro. Tutto quello che riusciamo a sapere è che lo assumono in un ufficio legale di prima categoria, dove gli danno uno stipendio da capogiro. Vive in un appartamento nella zona più elegante di Manhattan, in un grattacielo con tanto di portiere all'ingresso, si iscrive in un club sportivo per wasp, e nei momenti liberi gioca sempre a squash con i suoi amici yuppie. Tutto qui.
Takahashi beve un sorso d'acqua.
- E poi cosa succede? - chiede Mari.
Takahashi alza lo sguardo al soffitto mentre cerca di ricordarsi la trama.
- Il classico lieto fine. Vivono felici e contenti per il resto dei loro giorni. L'amore ha vinto. [...] Quanto al padre che l'ha diseredato, si becca il diabete, la cirrosi epatica e la malattia di Ménière, e muore da solo fra mille sofferenze. [...] Senti, perchè non andiamo a fare due passi, per cambiare un po' d'atmosfera? Poco distante da qui c'è un piccolo giardino dove si danno sempre convegno un sacco di gatti. Andiamo a portargli questo sandwich al tonno e al mercurio. Ho anche del salame di pesce. Ti piacciono i gatti?
Mari annuisce leggermente. Mette il libro nella borsa e si alza.
[pagine 88, 89, 90]

a noi sono toccate in sorte le copie #36 e #37. che un po' come quando ti fa male la schiena ed è colpa di C6 e C7, le vertebre che da trentanni (+6) ti porti dentro. il numero è scritto a mano. come si vede, dentro ogni polaroid c'è una foto scattata durante le varie date dello spettacolo. fatte dagli spettatori. ce ne sono due nostre: Manuel Agnelli col bicchierino, e Syria. entrambe scattate a Milano. e siccome Tnello era curioso di vederle, le metto anche qui.


mi piace l'idea che delle foto amatoriali vengano comunque pubblicate. la scaletta del disco è buona, ma. ma. c'è un ma. c'è un ma-nca. chi manca? mancherebbe uno dei duetti con Simone Lenzi dei Virginiana Miller. a Cremona suonarono Altrove e La Vita Illusa. al solo pensiero di posizionare la puntina per ascoltarmi La Vita Illusa, con quel tipico fruscio che non ho vissuto nemmeno di striscio, mi bagno. dicevamo, scaletta. c'è Meg, il Clementi, c'è Godano, c'è Manuel Agnelli, c'è quello dei La Crus, c'è Vasco Brundi -ecco, io Piromani non l'avrei messa-, c'è Max Pezzali -ci sta, ci sta!-, c'è il Bianconi che canta Sobborghi di Piero Ciampi -chapeau-. ma la mia preferita la canta Tommi: Firenze (canzone triste) di Ivan Graziani. Lato A, Lato B. non dimenticherò mai che il primo ascolto è avvenuto il giorno in cui noi si è scoperto che esiste anche la pizza al metro d'asporto.
avere tra le mani un vinile ha inevitabilmente voluto dire tirar fuori dagli scatoloni tutta la mia collezione di 45 giri. saccheggiata da vecchi juke-box che furono. cose che non ho mai ascoltato. cose che non sapevo nemmeno di possedere, tipo il 45 dei Beatles Hello Goodbye (sento arrivederci e già penso addio?) / I Am The Walrus. son saltate fuori vere e proprio froscerie, tipo Cocktail d'Amore di Stefania Rotolo, Rumore della Carrà, la Giannini, Amanda Lear con Tomorrow, la Oxa del periodo in cui era lesbica, un intero 33 giri di Patty Pravo. e questo sono io che faccio bella mostra di me sul tappeto (in realtà volevamo ricreare la copertina del Sussidiario Illustrato della Giovinezza, ma ci mancava la pistola e un sacco di altre cose)

questo sono io che penso al caro mio barbarossa studente in filosfia.

di tutto il bello che c'è stato prima, e durante, ne mantengo il segreto. segreto come doveva apparire il giardino di Pommi Love agli occhi di colui che guardando da fuori a un certo punto ha urlato: oh, ma come si entra?


tutte la altre foto qui


la presenza scenica di quest'uomo panzuto che sale sul palco con uno spolverino è qualcosa di inarrivabile. e soprendente, mai avrei pensato. il vero spettacolo è lui -non di certo il pogo 'mbriaco et molesto-, chi c'era sa. e sa che nesso sussiste fra il suo mal di schiena e Van Gogh.
sono mancate all'appello solo la canzone sulle citatrici misteriose e quella sui mezzi di trasporto pubblici. ma va benissimo anche così.
punk as fuck!


non oso immaginare quanto sia sbrodolosa. bollente internamente. filante. sì lo so, il cono è robaccia surgelata, ma prima di parlarne male vorrei gradire.
sì salve, mi dia un kono da 5euri carciofi olive wurstel cipolle cevapcici
questo è il sito della konopizza

Wilco - 05 - You And I (feat. Feist)
canzone del giorno, della settimana, del mese. della primavera.

(scatta da Nicola)
lui è Phil, la marmotta che dal 1886 -!?- all'alba di ogni due febbraio viene forzatamente svegliata ed estrapolata dalla sua calda tana in Pennsylvania per domandarle -!?- quanto ancora durerà l'inverno.
Phil è mille volte più reale dei tre cartonati col bicchiere in mano.
ah, sono usciti un sacco di dischi nuovi, anche inaspettati.
Patrick Wolf: alla fine aveva ragione lui. sta benissimo, le canzoni nuove si lasciano ascoltare in repeat. piccolo genio schizoide. Sophia: identico a tutti gli altri, percui, ottimo per struggersi o per guardare le nuvole passare. Manic Street Preachers: la copertina è bella. e i titoli per lo meno sono curiosi. il disco, boh. Scott Matthew: plin plin plin plin, tanto cuore, tanti sospiri, plin plin plin. Sonic Youth: mai domi, eterni, massimo rispetto. infine, i Velvet.
i Velvet, parliamone. sùbito! ora!
siamo al quinto disco, e ancora oggi -come dice wikipedia- << Il successo della canzone è tale che spesso Boyband viene scambiata per una dichiarazione d'intenti dei Velvet, anziché per una sfacciata parodia: più volte nel prosieguo della carriera la band sarà chiamata a dimostrare di non essere veramente una boyband e a superare gli effetti boomerang del tormentone >>. ah ah ah. il video del singolo nuovo -bello- inizia laddove finiva il video di Funzioni Primarie [...]. basterebbe questo per dirne tutto il bene di questo mondo. però, c'è un però. a 'sto giro il disco se lo sono fatti produrre da Casasonica. risultato? canzoni che sanno del peggio degli ultimi Subsonica, soprattutto se in uno dei pezzi continui a ripetere Aurora il paragone è lampante. meglio le ballate. però io li stimo. tantissimo.
su italia1 nelle ultime settimane hanno dato i seguenti film: mamma ho perso l'aereo, mamma ho riperso l'aereo mi sono smarrito a newyork, mamma ho preso il morbillo, mamma ho allagato casa, senti chi parla, senti chi parla due, senti chi parla adesso. il direttore di rete è Luca Tiraboschi. bergamasco. ho giustappunto letto il suo romanzo d'esordio. buuu. pollice verso. buuu. è un architetto, tra le altre cose, e non lo sapevo. dice Anobii che quel libro lo abbiamo in scaffale in sette.
per fortuna c'è la Tv Svizzera.
mister Svizzera duemila&nove ha rischiato di chiamarsi Giovanni Romeo. dice, beh, sarà ticinese, no!? no! vien giù dal canton Basilea, su su su al nord, al confine con la Germania. ah, dice, allora è terrone. sì! comunque, terzo classificato. medaglia d'argento: questo ne(g)ro di dubbia bellezza. ha vinto uno che non sa di niente, di un cantone, Glarona, mai sentito nominare. poi il presentatore ha annunciato un ospite musicale, così: <è stato di recente in America, dove si sta occupando di Ricky Martin>. entra Paolo Meneguzzo detto Meneguzzi. che canta 'na lagna. ah, gli svizzeri.

leggete bene la <conclusione> dei ringraziamenti di Tommi. chapeau.

quindi al ritorno abbiamo scoperto che -il fu- Heineken Jammin Club di Castellanza ha cambiato nome. adesso è: Carlsberg Restaurant & Show. ve lo dico perchè l'insegna, insomma il colore portante della birra, è sempre quello, sempre di verde trattasi. e magari non ci avete fatto caso. mi pareva im-portante.
la mezza idea di andare a vedere la gggente ballare è tramontata nell'attimo esatto in cui l'autostrada ha voluto che le si ripettinasse l'asfalto, e quindi coda. chissà dove dove andare pure quella.
ho sempre avuto ottimi spacciatori. questo sabato tocca a:
Eels - Fresh Blood
(da Hombre Lobo, che esce il 12/6)
l'ultima volta che l'ho visto, il signor Eels, pareva davvero il cane Muttley. sarà stato per gli occhialini da pilota. o per tutto quel pelo in viso. ricordo tutta la strada fatta per arrivare ad Asti. le zanzare gigantesche , il parquet. il fatto che lì tutto sia intestato al nativo Alfieri. bar, vie, alberghi, caffè, me e te. la fantasia. il temporale e il vento che portava via le canzoni come i teloni. la piazza centrale dove il mercato aveva appena sbaraccato. tutto lo sporco lasciato in giro.