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 1. THEPAINSOFBEINGPUREATHEART - St.
 3. VETUSTA MORLA - Un Dìa En El Mundo
 4. EELS - Hombre Lobo
 5. PAOLO NUTINI - Sunny Side Up
Top 5 dischi dell'Estremista Edile:
 1. EELS - Hombre Lobo
 2. BILL CALLAHAN - Sometimes ecc. ecc...
 3. REGINA SPEKTOR - Far
 4. GRIZZLY BEAR – Veckatimest
 5. DIRTY PROJECTORS – Bitte Orca
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Un booklet poggiato sulla scrivania. Il cronista, di fretta, lo ha dimenticato aperto. Sta con l’estremista edile dell’1.9.9.6, insieme posano l’orecchio sul bicchiere progettando l’educazione all’inverso di una creatura che appartenga loro. Che sia un figlio, una casa, un web log, un airbag che sopravvive ai satelliti. O solo un grande sasso.

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LIBRI AL CONTRARIO, ALL'INGIU'




 

giovedì, 02 luglio 2009
chiedi chi è Ryan O' Neal. chiedilo a Murakami Haruki.

la settimana scorsa ho domandato ad uno che di cinema ne sa, chi fosse Ryan O' Neal -faticavo a dare un volto e un senso a Farah Fawcett, figuriamoci al marito!- quali film avesse fatto et via dicendo. ha detto: è quello di Love Story! ok, di cosa parla, come nome non mi dice niente, così non mi aiuti. ha risposto: in questo momento non te lo saprei dire. quindi ha continuato a mangiare. il suo kebab. o forse era  una pizza. (riso?)

mi ero già scordato di tutto questo, non fosse altro che, leggendo -su segnalazione e invito di chiunque (blog, blogger, riviste, televisioni)- il mio primo libro di Murakami Haruki mi sono imbattuto in ciò che vado a trascrivere.

estratto da After Dark di Murakami Haruki [ Einaudi, duemila&otto ]

Mari sembra riflettere su qualcosa.
- Hai visto Love Story ? Un vecchio film, - le  chiede Takahashi.
Mari fa cenno di no.
- Lo davano l'altra sera alla televisione. Un bel film, interessante. Ryan O' Neal è l'unico figlio di un'importante famiglia ricca sfondata; quando è ancora studente sposa una ragazza povera d'origine italiana e viene diseredato in tronco. Non gli pagano più nemmeno le spese scolastiche. Ma i due tirano avanti con quel poco che hanno e intanto lui riesce a studiare, si laurea alla facoltà di Legge di Harvard col massimo dei voti, e diventa avvocato.
A questo punto Takahashi fa una pausa.
- Be', la povertà, - riprende, - quando è Ryan O' Neal a viverla, non sembra questa gran disgrazia. Indossa spesso pullover bianchi fatti a maglia, gioca a palla di neve con Ali MacGraw, in sottofondo c'è una musica melensa di François Lai... Ho l'impressione che se fossi io, a fare tutte queste cose, l'effetto sarebbe completamente diverso. Nel mio caso la povertà sarebbe soltanto povertà. Non credo che verrebbe giù una bella nevicata per me.
Mari di nuovo sembra riflettere.
- Poi quando Ryan O' Neal, come ricompensa per il mazzo che si è fatto, riesce a diventare avvocato... be', sul genere di lavoro che svolge, noi spettatori veniamo lasciati praticamente all'oscuro. Tutto quello che riusciamo a sapere è che lo assumono in un ufficio legale di prima categoria, dove gli danno uno stipendio da capogiro. Vive in un appartamento nella zona più elegante di Manhattan, in un grattacielo con tanto di portiere all'ingresso, si iscrive in un club sportivo per wasp, e nei momenti liberi gioca sempre a squash con i suoi amici yuppie. Tutto qui.
Takahashi beve un sorso d'acqua.
- E poi cosa succede? - chiede Mari.
Takahashi alza lo sguardo al soffitto mentre cerca di ricordarsi la trama.
- Il classico lieto fine. Vivono felici e contenti per il resto dei loro giorni. L'amore ha vinto. [...] Quanto al padre che l'ha diseredato, si becca il diabete, la cirrosi epatica e la malattia di Ménière, e muore da solo fra mille sofferenze. [...] Senti, perchè non andiamo a fare due passi, per cambiare un po' d'atmosfera? Poco distante da qui c'è un piccolo giardino dove si danno sempre convegno un sacco di gatti. Andiamo a portargli questo sandwich al tonno e al mercurio. Ho anche del salame di pesce. Ti piacciono i gatti?
Mari annuisce leggermente. Mette il libro nella borsa e si alza.

[pagine 88, 89, 90]


Postato da: matteoEdario a 14:22 | link | commenti (2)
incipit, cose di casa, lato a, chissenefrega, fatti nostri prego

giovedì, 18 giugno 2009
del vinile de Le Città Viste Dal Basso

Vinilandia

a noi sono toccate in sorte le copie #36 e #37. che un po' come quando ti fa male la schiena ed è colpa di C6 e C7, le vertebre che da trentanni (+6) ti porti dentro. il numero è scritto a mano. come si vede, dentro ogni polaroid c'è una foto scattata durante le varie date dello spettacolo. fatte dagli spettatori. ce ne sono due nostre: Manuel Agnelli col bicchierino, e Syria. entrambe scattate a Milano. e siccome Tnello era curioso di vederle, le metto anche qui.



mi piace l'idea che delle foto amatoriali vengano comunque pubblicate. la scaletta del disco è buona, ma. ma. c'è un ma. c'è un ma-nca. chi manca? mancherebbe uno dei duetti con Simone Lenzi dei Virginiana Miller. a Cremona suonarono Altrove e La Vita Illusa. al solo pensiero di posizionare la puntina per ascoltarmi La Vita Illusa, con quel tipico fruscio che non ho vissuto nemmeno di striscio, mi bagno. dicevamo, scaletta. c'è Meg, il Clementi, c'è Godano, c'è Manuel Agnelli, c'è quello dei La Crus, c'è Vasco Brundi -ecco, io Piromani non l'avrei messa-, c'è Max Pezzali -ci sta, ci sta!-, c'è il Bianconi che canta Sobborghi di Piero Ciampi -chapeau-. ma la mia preferita la canta Tommi: Firenze (canzone triste) di Ivan Graziani. Lato A, Lato B. non dimenticherò mai che il primo ascolto è avvenuto il giorno in cui noi si è scoperto che esiste anche la pizza al metro d'asporto.

avere tra le mani un vinile ha inevitabilmente voluto dire tirar fuori dagli scatoloni tutta la mia collezione di 45 giri. saccheggiata da vecchi juke-box che furono. cose che non ho mai ascoltato. cose che non sapevo nemmeno di possedere, tipo il 45 dei Beatles Hello Goodbye (sento arrivederci e già penso addio?) / I Am The Walrus. son saltate fuori vere e proprio froscerie, tipo Cocktail d'Amore di Stefania Rotolo, Rumore della Carrà, la Giannini, Amanda Lear con Tomorrow, la Oxa del periodo in cui era lesbica, un intero 33 giri di Patty Pravo. e questo sono io che faccio bella mostra di me sul tappeto (in realtà volevamo ricreare la copertina del Sussidiario Illustrato della Giovinezza, ma ci mancava la pistola e un sacco di altre cose)



questo sono io che penso al caro mio barbarossa studente in filosfia.


Postato da: matteoEdario a 13:24 | link | commenti (12)
cose di casa, forse non tutti sanno che, album dei ricordi, lato b, lato a, cartoline x chi ho lasciato solo, lasciami leccare l adrenalina, vespri insieme, canzoni dell appartamento, burning down the house, froscerie

giovedì, 28 maggio 2009
del segreto concerto di dente

dirò solo di un momento. di un momento verso la fine, di quelli in cui un po' della gente è già andata via, un po' no. di quando la metà maschile de Il Genio s'è messa alla tastiera a cantare Il Vino di Piero Ciampi. che poi è stato un lungo e bislacco black out alcolico. [* a rivedermi ora in 'sta foto scattatami a tradimento direi che già ho la faccia di uno poco presente]



di tutto il bello che c'è stato prima, e durante, ne mantengo il segreto. segreto come doveva apparire il giardino di Pommi Love agli occhi di colui che guardando da fuori a un certo punto ha urlato: oh, ma come si entra?













tutte la altre foto qui


Postato da: matteoEdario a 17:48 | link | commenti (11)
lato a, vespri insieme, canzoni dell appartamento, tornando a casa, san-to-su-bi-to

sabato, 23 maggio 2009
ART BRUT @ circolo Magnolia
















<< i've got a confession to make, i'm not an alcoholic >>

la presenza scenica di quest'uomo panzuto che sale sul palco con uno spolverino è qualcosa di inarrivabile. e soprendente, mai avrei pensato. il vero spettacolo è lui -non di certo il pogo 'mbriaco et molesto-, chi c'era sa. e sa che nesso sussiste fra il suo mal di schiena e Van Gogh.

<< my life never really got that bad / not while we still have / DC comics and chocolate milkshake / even though I'm 28 >>

sono mancate all'appello solo la canzone sulle citatrici misteriose e quella sui mezzi di trasporto pubblici. ma va benissimo anche così.

punk as fuck!


Postato da: matteoEdario a 10:22 | link | commenti
lato a, lasciami leccare l adrenalina, canzoni dell appartamento, tornando a casa

martedì, 19 maggio 2009
hai detto kono pizza !?

mai che nessuno mi dica mai gnente. qualcuno sa se in Lombardia se ne trova?



non oso immaginare quanto sia sbrodolosa. bollente internamente. filante. sì lo so, il cono è robaccia surgelata, ma prima di parlarne male vorrei gradire.

sì salve, mi dia un kono da 5euri carciofi olive wurstel cipolle cevapcici

questo è il sito della konopizza


Postato da: matteoEdario a 14:03 | link | commenti (13)
forse non tutti sanno che, lato a, piccole iene, chissenefrega, san-to-su-bi-to, nuoveossessioni, facili entusiasmi

mercoledì, 13 maggio 2009



Wilco - 05 - You And I (feat. Feist)
canzone del giorno, della settimana, del mese. della primavera.


Postato da: matteoEdario a 13:19 | link | commenti (2)
lato a, canzoni dell appartamento, facili entusiasmi

giovedì, 07 maggio 2009
un po' come a La Talpa, nulla è come sembra. nulla.

che domani sera ci sarebbe da andare a sentire i Canadians solo per complimentarsi con Dietnam per l'idea -e la realizzazione- di Brinda Con Papi. questa, è al momento, la mia preferita.


(scatta da Nicola)

lui è Phil, la marmotta che dal 1886 -!?- all'alba di ogni due febbraio viene forzatamente svegliata ed estrapolata dalla sua calda tana in Pennsylvania per domandarle -!?- quanto ancora durerà l'inverno.

Phil è mille volte più reale dei tre cartonati col bicchiere in mano.


Postato da: matteoEdario a 14:49 | link | commenti (3)
forse non tutti sanno che, lato a, piccole iene, chissenefrega, verissimissimo, san-to-su-bi-to

martedì, 05 maggio 2009
dai violini suonati con una sega a un terrone che a momenti diventa mister svizzera. nel mezzo dischi e libri e boh.

non accendevo la radio da parecchio tempo. solito giro-stazioni grazie al quale ho scoperto che: radiodeejay passa Dente, mentre RTL -ma anche tutte le altre!- ci dà dentro con quella di Bat For Lashes (--> radiohead arena milano: sùbito ho ripensato alle sue mutande, al panino che ho divorato mentre la sua amica suonava il violino anche con una sega, ai commenti della gente attorno sulla falsariga di quanto è figa). insomma, e io che mi aspettavo un'invasione radiofonica dei talentuosissimi ragazzi di Amici o di X-factor. poi a radioCapitol hanno trasmesso One Day Like This degli Elbow ed è arrivata la primavera. di questa canzone adoro soprattutto il fatto che dica <holy cow!>. a proposito di Elbow, il loro disco dello scorso anno ri-esce in questi giorni suonato completamente dal vivo con la BBC Orchestra. accattatevillo.

ah, sono usciti un sacco di dischi nuovi, anche inaspettati.

Patrick Wolf: alla fine aveva ragione lui. sta benissimo, le canzoni nuove si lasciano ascoltare in repeat. piccolo genio schizoide. Sophia: identico a tutti gli altri, percui, ottimo per struggersi o per guardare le nuvole passare. Manic Street Preachers: la copertina è bella. e i titoli per lo meno sono curiosi. il disco, boh. Scott Matthew: plin plin plin plin, tanto cuore, tanti sospiri, plin plin plin. Sonic Youth: mai domi, eterni, massimo rispetto. infine, i Velvet.

i Velvet, parliamone. sùbito! ora!
siamo al quinto disco, e ancora oggi -come dice wikipedia- << Il successo della canzone è tale che spesso Boyband viene scambiata per una dichiarazione d'intenti dei Velvet, anziché per una sfacciata parodia: più volte nel prosieguo della carriera la band sarà chiamata a dimostrare di non essere veramente una boyband e a superare gli effetti boomerang del tormentone >>. ah ah ah. il video del singolo nuovo -bello- inizia laddove finiva il video di Funzioni Primarie [...]. basterebbe questo per dirne tutto il bene di questo mondo. però, c'è un però. a 'sto giro il disco se lo sono fatti produrre da Casasonica. risultato? canzoni che sanno del peggio degli ultimi Subsonica, soprattutto se in uno dei pezzi continui a ripetere Aurora il paragone è lampante. meglio le ballate. però io li stimo. tantissimo.

su italia1 nelle ultime settimane hanno dato i seguenti film: mamma ho perso l'aereo, mamma ho riperso l'aereo mi sono smarrito a newyork, mamma ho preso il morbillo, mamma ho allagato casa, senti chi parla, senti chi parla due, senti chi parla adesso. il direttore di rete è Luca Tiraboschi. bergamasco. ho giustappunto letto il suo romanzo d'esordio. buuu. pollice verso. buuu. è un architetto, tra le altre cose, e non lo sapevo. dice Anobii che quel libro lo abbiamo in scaffale in sette.

per fortuna c'è la Tv Svizzera.
mister Svizzera duemila&nove ha rischiato di chiamarsi Giovanni Romeo. dice, beh, sarà ticinese, no!?  no!  vien giù dal canton Basilea, su su su al nord, al confine con la Germania. ah, dice, allora è terrone. sì! comunque, terzo classificato. medaglia d'argento: questo ne(g)ro di dubbia bellezza. ha vinto uno che non sa di niente, di un cantone, Glarona, mai sentito nominare. poi il presentatore ha annunciato un ospite musicale, così: <è stato di recente in America, dove si sta occupando di Ricky Martin>. entra Paolo Meneguzzo detto Meneguzzi. che canta 'na lagna. ah, gli svizzeri.

per fortuna che noi abbiamo il concert-one del Primo Maggio. per fortuna! per fortuna che non l'ho visto. ho messo su rai3 due volte. primo tentativo: Manuel Agnelli con Godano e Samuel sul palco, sotto il disinteresse fatto a pubblico. secondo tentativo: un sosia di Sergio Castellitto che prima urla cose che non andrebbero urlate, e poi legge brani della moglie -olè!-. persino mia madre ha detto due cose, anzi tre: a) -guardando Godano Agnelli- ma ci sono ingiro ancora gli uomini con i capelli lunghi!? b) -guardando Castellitto- quel libro l'ho letto anche  io c) quando lo guardo vedo Padre Pio.


Postato da: matteoEdario a 16:22 | link | commenti
incipit, video, forse non tutti sanno che, album dei ricordi, lato a, sopra la tele, chissenefrega, samuelsubsonicismi, vespri insieme, canzoni dell appartamento, il confessionale

mercoledì, 15 aprile 2009
mi piacerebbe molto continuare, stare qui con voi ...

Perturbazione. concerto per disegnatore di orchestra, al Melograno di Busto Arsizio. il Melograno, ecco, parliamone. bel locale, pe' carità, ma un negroni annacquato dieciuri. cioè, Busto Arsizio. tipo che per ripicca volevo intascarmi per lo meno il bicchiere, l'ho tenuto con me a lungo, ma all'uscita c'era il buttafuori e non avevo tasche di giacce ove celare cose. accanto al Melograno ci sta, tra le altre cose, un altro locale. di quelli con le transenne fuori, le code di borsette e cinte, il buttadentro, insomma, selezione all'ingresso per gente di un certo livello di scarpe. cioè, Busto Arsizio pare essere tutta lì.



leggete bene la <conclusione> dei ringraziamenti di Tommi. chapeau.



quindi al ritorno abbiamo scoperto che -il fu- Heineken Jammin Club di Castellanza ha cambiato nome. adesso è: Carlsberg Restaurant & Show. ve lo dico perchè l'insegna, insomma il colore portante della birra, è sempre quello, sempre di verde trattasi. e magari non ci avete fatto caso. mi pareva im-portante.

la mezza idea di andare a vedere la gggente ballare è tramontata nell'attimo esatto in cui l'autostrada ha voluto che le si ripettinasse l'asfalto, e quindi coda. chissà dove dove andare pure quella.


Postato da: matteoEdario a 17:39 | link | commenti (6)
album dei ricordi, lato a, cartoline x chi ho lasciato solo, vespri insieme, tornando a casa, vai per mostre e città, san-to-su-bi-to

sabato, 04 aprile 2009
l'ultima volta che l'ho visto pareva il cane Muttley

certi sabati mattina, si andava al mercato grande di calusco. grande, immenso. tre le tappe obbligate. il banchetto delle caramelle, l'uomo del pollo, il tizio con le mille musicassette. c'erano quelle nuove, quelle tamarre, e i grandi classici. se non avevi abbastanza soldi, nessun problema. sottobanco il simpatico signore ti faceva una copia, e la pagavi molto di meno. alcune costavano di più, che il nastro era lungo e <ho dovuto usare una c-90>.

ho sempre avuto ottimi spacciatori. questo sabato tocca a:

Eels - Fresh Blood
(da Hombre Lobo, che esce il 12/6)

l'ultima volta che l'ho visto, il signor Eels, pareva davvero il cane Muttley. sarà stato per gli occhialini da pilota. o per tutto quel pelo in viso. ricordo tutta la strada fatta per arrivare ad Asti. le zanzare gigantesche , il parquet. il fatto che lì tutto sia intestato al nativo Alfieri. bar, vie, alberghi, caffè, me e te. la fantasia. il temporale e il vento che portava via le canzoni come i teloni. la piazza centrale dove il mercato aveva appena sbaraccato. tutto lo sporco lasciato in giro.


Postato da: matteoEdario a 13:10 | link | commenti (2)
album dei ricordi, lato a, fatti nostri prego, canzoni dell appartamento