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| Un booklet poggiato sulla scrivania. Il cronista, di fretta, lo ha dimenticato aperto. Sta con l’estremista edile dell’1.9.9.6, insieme posano l’orecchio sul bicchiere progettando l’educazione all’inverso di una creatura che appartenga loro. Che sia un figlio, una casa, un web log, un airbag che sopravvive ai satelliti. O solo un grande sasso. |
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soprattutto se c'è la filodiffusione dalle casse vicino al bancone del Magnolia. e allora nemmeno ci provi, ad avvicinarti al tendone, figuriamoci entrarci. quindi ordini la tua dose settimanale di Negroni -cara ragazza barista, ottimo lavoro-, proprio mentre Dente attacca con Buon Appetito. e resti anche solo per capire se Sole l'ha già suonata. no. e allora metti quel disco che -solita lunga pausa scenica- piace anche a me. e pensare che nemmeno mezz'ora prima stavi da un'altra parte.

qui.

e si sa, noi bergamaschi ci accontentiamo e ci divertiamo con poco. così è tutta una carrellata di immagini del tipo: nuvole tirate dal vento, le nebbie della bassa, profili di montagne al tramonto, stambecchi birichini, funghi particolari, frutti di stagione, cani che si sono smarriti, sagre, polente, anniversari, matrimoni, ricorrenze. e compleanni.
i compleanni dei vecchi poi, quelli non mancano mai.
così, l'altro giorno, tra le foto di un quasi centenario e quella di una nonna arzilla ha fatto capolino la faccia di un 73enne presidente del consiglio -ha detto, in simpatia: lui è Silvio, gli fanno gli auguri la moglie Veronica e i figli-. l'immagine di Berlusconi era quella in cui fa le corna al G20. ora,
questo programma va in onda alle 19:20 prima del telegiornale. e in replica alle 20:40.
beh, quello stesso giorno la trasmissione delle 20:40 è saltata.
c'è bisogno che vi spieghi il perchè !?
Italo Indie is Burning from Pop Topoi on Vimeo. (via TuttoFaMedia)
alle sei sì che siamo usciti, l'Architetto con il suo giocattolo nuovo da assemblare sotto il braccio, tale panca Molger, felice. solo che poi, l'inferno per uscire dal parcheggio sotterraneo del Castorama lì accanto. mai visto un tale ingorgo in un qualsiasi diciannove settembre pomeriggio. morale della favola, solo alle otto riuscivamo a immetterci sulla tangenziale. per tornarcene verso casa. niente concerto, niente Milano Film Festival, niente possibilità di miscuglio con un po' di quella "gente che non segue nessuna corrente".
chi non lo guarda non è 2.0.
Lato A: Lost, le serie in lingua originale, la balena di Twitter -adoro-, myspace, the pains of being pure at heart, le indie scandinave plin plin, le luce della centrale elettrica sin dagli inizi -sì, questo sono io!-, il sundance, tumblr
Lato B: qualsiasi scoreggia incisa dai Radiohead, le camicie a quadri, la reunion dei blur, i blog aperti su cui non scrivo MAI, ci ho il MAC design asettico minimal
Lato A+B : inkiostro e polaroid, flickr, gli Amari e ...
Wilco !

<< in this war whitout an end, what peace do you defend ?
what fear do you depend on ? start to count your casualties.
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 human lives, with you alive. >>
Patrick Wolf - Count Of Casualty
froci bbella gggente. alcuni meritavano proprio di essere fotografati a loro insaputa. ad esempio questi due. [foto di Andrea Mariniello per MITO]

immagini del durante : una giovane lesbo-punk che irrompe al mio fianco e si mette a limonare duro con la propria compagna ; Patrick che si commuove alle lacrime cantando The Sun Is Often Out (dietro la quale si cela una triste storia di suicidi, sia passati che freschi di pochi giorni) ; il caschetto platino ribelle e i glitter un po' dappertutto ; il cambio di passo di quando imbraccia la chitarra biforcuta, e le dita puntate su my name is tristan and i'm alive ; Patrick che canticchia Madonna -e la riconoscono tutti- ma anche PJ Harvey, nella fattispecie Sheela-Na-Gig -e questa la riconoscono in molti meno-, anche perchè al novanta percento dei presenti la Sheela-Na-Gig proprio non piace [se non sapete cosa sia, usate google images, alto contenuto eterosessuale]. ancora la lesbo-punk che prima dei bis lo invita ad uscire nuovamente sul palco urlando sguaiatamente: comiing ooout! comiiing ooout! geniale.
scaletta: breve ma ottima. quindici pezzi. qualche finale dilatato si poteva evitare.
post: tornare all'automobile alla una di notte, osservare la ciotola ricolma di pasta fredda sul sedile posteriore, esclamare scioccamente: ah, quanto mi piace ammè fare i ditalini. i ditalini della Barilla.


io alle spalline faccio spallucce. frega gnente se stan tornando di moda gli anni ottanta. tanto Paddy McAloon è invecchiato malissimo e preferisco ricordarlo a cavalcioni della moto. che poi quando avrei dovuto invidiare Wendy per la copertina di Steve McQueen io fossi ancora fermo a Fivelandia4, beh, questo è un altro discorso. diciamo che però diffido da chi almeno un best-of dei Prefab Sprout non lo tiene a portata di orecchio.
e poi mi metto ad ascoltare il nuovo di Sondre Lerche. traccia numero tre, I Cannot Let You Go. magia. canzone del mese. sembra uscita da uno dei loro dischi, con quel coretto lì alla Wendy. Sondre, un altro che nell'85 sputazzava omogeneizzati al salmone di fiordo. uno che dei Prefab Sprout ha tra le altre cose già inciso Nightingale.
Sondre Lerche - I Cannot Let You Go
(scaricabile)
questa sì che è classe. mica come. per dire, i Muse han fatto 'na roba che puzza di Queen, e va beh. gli Editors epigonano Joy Division e Depeche Mode con credibilità zero. ci mancherebbe pure, che ne so, che dopo otto anni di silenzio tornassero pure i Prefab Sprout. come dici Rino, è vero!? è confermato !? a giorni !?
ma non si era detto che con Micheal Jackson erano morti gli anni ottanta ?
- uhm, ma di che periodo stiamo parlando, esattamente !?
- tra il novantasette e il duemila, duemila uno
e se ne esce con la frase che ripete spesso:
- che brutti gli anni novanta...
lui! proprio lui che è uscito vivo dagli anni ottanta nonostante il poster dei Milli Vanilli appeso in taverna. perchè è ora di scoprire gli altarini. l'Architetto -l'ho visto, percui è vero- conserva ancora i poster dei vari numeri del Tutto che fu. dai Milli Vanilli agli Smiths e ai Radiohead. e poi dice di me. comunque.
ieri sera. trovo 5€uri in terra, e gli offro un gelato a passeggiar. sul mio cono ci metto 'na pallina gusto winner taco. glielo faccio assaggiare. fa domande strane, e salta fuori che l'Architetto non solo non ha mai mangiato un Winner Taco Algida, ma che non sa minimamente come sia fatto. pare possibile tutto ciò? e qui, ancora, eh, ma erano gli anni novanta. come se lui a quei tempi fosse stato già vecchio.
il Winner Taco era fichissimo, e buonissimo. e senza che nessuno se ne accorgesse è uscito di produzione. dicono, pare, che alla gente non piaccia mangiare cose senza uno stecchino.

cioè, costava 1700 lire. mi commuovo nel leggere che qui c'è una petizione per la re-introduzione sul mercato. corro a firmarla.
sarebbe il caso che qualcuno dicesse anche qualcosa sulla sempre maggior irreperibilità dell'Orangina. l'Orangina, qualcuno pensi all'Orangina.